California: Guida allo Yosemite National Park

Un giorno allo Yosemite National Park: sensazioni di viaggio, cosa vedere e dove dormire

Come saprete, preferisco raccontare emozioni anziché snocciolare liste di indirizzi.

Ogni tanto però mi piace contribuire a mio modo a quello che è questo grande mare dei consigli di viaggio.

Ma prima.

Era tecnicamente il mio primo viaggio in solitaria

La prima volta che prendevo un’auto e semplicemente partivo da sola, senza rendere conto a nessuno, senza chiedere il permesso, senza pensieri, senza deciderlo mesi prima. La sera prenotavo una macchina a noleggio, la mattina dopo mi mettevo nel traffico delle mille corsie delle strade della California.

Per una come me, che si faceva accompagnare anche per fare gli esami del sangue – no, non mi spaventano gli aghi e no, non svengo alla vista del sangue – è stata un’esperienza incredibile. Col senno di poi non credo fosse stato quel momento la chiave di volta, di certo quel gesto mi ha lasciato il coraggio necessario che mi ha portata dopo qualche mese a fare un biglietto solo andata.

Ho lasciato lo Yosemite National Park con una sicurezza in più, oltre al fatto che mi sono ritrovata perfettamente connessa con la natura, cosa che da sempre e per sempre mi farà stare in pace col mondo.

Trovare il proprio posto nel mondo per alcuni è difficile, io ho questa strana cosa che mi ci sento in ogni mio viaggio. Anche dove mi arrabbio, anche se qualcosa non va come avevo previsto, riesco comunque a trovare il bello. E non è cosa da tutti, questo mi fa davvero sentire fiera di me.

Lo Yosemite mi ha sorpreso

Mi sono innamorata di questo parco, ancora diverso da quelli visti prima d’ora negli Stati Uniti e in California. Incastonato tra le montagne, è lui stesso “le montagne”. Molti lo paragonano alle nostre Dolomiti ma ricordiamoci che siamo sulla stessa longitudine della Libia e che qui il clima è maggiormente arido.

Trovarsi in mezzo a queste montagne altissime e al contempo guardare gli alberi bruciati dagli incendi, distese dorate di erba al sole, fa un certo non so che. Il clima è desertico e la campagna in atto per limitare il consumo di acqua durante la doccia o il banale lavarsi i denti è motivato alla perfezione. L’acqua è un bene prezioso, ovunque, ma soprattutto qui.

La strada verso il Glacier Point si inerpica per una quarantina km in un susseguirsi di tornanti che ho percorso col magone. È vero, è la natura, ma non mi ci abituerò mai, quando la terra brucia per me è sempre una perdita. L’erba nera e gli alberi scuri e slanciati senza foglie mi provocano sempre questo effetto. Gli incendi erano talmente recenti che in alcuni tratti, dove mi sono fermata per scattare qualche foto, ho fatto fatica anche a respirare. Il panorama era velato dal fumo.

Basta però arrivare in alto per tornare a riempirsi gli occhi. E riempirli per davvero! Davanti a me l’Half Dome e sotto l’intera vallata, le cascate. Uno spettacolo di un verde acceso interrotto solo dalla maestosità delle rocce. Da rimanere senza fiato.

Vista Glacier Point

L’Half Dome è la scogliera di granito che domina la valle. Pare che dopo che George Anderson nel 1875 disse che nessuno avrebbe mai potuto calpestare la cima di questa roccia, iniziò una sorta di gara fra arrampicatori di tutto il mondo.

Ma veniamo ai punti salienti

Ho trascorso all’interno del parco un giorno intero, dalla mattina a poco prima del tramonto. Non crediate che sia abbastanza, avrei preferito starci due, tre sarebbe stato perfetto. Quello che vi consiglio è di non starci meno. Se proprio non riuscite dividete in due la visita in due mezze giornate e dedicatevi agli spostamenti la mattina del primo giorno e il pomeriggio del secondo, l’ingresso ha validità una settimana e costa 35$ a veicolo.

In alternativa, se siete in un on the road e considerate di visitare altri parchi, conviene fare l’Annual Pass, si richiede all’ingresso del primo parco in cui entrate, costa 90$ e vale, come promette il nome, per un anno in tutti i National Park e National Monument. Attenzione: sul retro vi è lo spazio per due firme in quanto è cedibile a familiari o amici che magari si recheranno dopo di voi negli States entro la scadenza. Nulla vieterà loro di contribuire ugualmente al mantenimento di questi posti magnifici all’interno del Visitor Center.

Yosemite National Park: il parco

Dall’ingresso a Glacier Point il navigatore segna 50 minuti di strada. Sarà comunque difficile non fare soste lungo il tragitto. Ad esempio è valsa la pena la sosta alle Bridalvail Fall, una delle cascate con acqua durante l’estate. Il trail dura al massimo 15 minuti e se siete più coraggiosi e atletici di me, vi potrete addentrare oltre la fine dello sterrato e avvicinarvi appena sotto la cascata. Una volta arrivati in cima vi aspetta un brevissimo trail, quello che poi vi farà affacciare sulla valle. Io non ho resistito e mi sono presa il mio tempo, la vista era qualcosa di magnifico.

El Capitan e Half Dome

Ho percorso poi a ritroso la stessa strada, guidando per la Southside Drive verso il Visitor Center in cui ho fatto la pausa per pranzo. Da qui ho poi raggiunto il Trailhead Parking e armata di acqua ho deciso di completare l’intero loop attorno il Mirror Lake – di media difficoltà. E un percorso molto bello e suggestivo che passa attraverso foresta e zone più esposte al sole, seguendo il sentiero è impossibile perdersi, ma ha una durata stimata di almeno un paio d’ore a passo sostenuto.

Trail Mirror Lake

Il parco è da vivere, non c’è molto altro da aggiungere. Ci sono i trail, si, ma c’è la quotidianità. Non si spiega a parole.

Orso Yosemite National Park

Dove dormire

Come in ogni National Park degli Stati Uniti, c’è l’imbarazzo della scelta in quanto alloggi. C’è chi si troverà più comodo a dormire dentro al parco, ricordandosi ovviamente che avrà un costo maggiore, e c’è chi preferirà spendere qualcosa di meno ritrovandosi appena fuori dall’ingresso. Io di solito appartengo alla prima categoria in quanto a comodità, questa volta però ho voluto soggiornare allo Yosemite Bug Rustic Mountain, nel dormitorio. Oltre alle classiche camere, cabins e chalet, ha infatti dormitori femminili e maschili separati ad un prezzo davvero competitivo. Il WiFi è quello che è, ma la pulizia è ottima e la gentilezza del personale del ristorante altrettanto.


Avrei voluto raccontarvi di più, avrebbe significato aver scoperto ancora più in profondità questo parco, molto diverso da quelli che ho avuto la fortuna di vedere durante i miei viaggi in California.